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CLOCHARD: UN'ANIMA NELLA TERRA DI NESSUNO


Una favola moderna sulla Roma invisibile

Clochard: Oltre l'invisibile, dentro l'umanità.

C'è una Roma che non dorme mai, ma che spesso fingiamo di non vedere: quella dei marciapiedi gelidi e delle vite sospese. Clochard nasce qui, tra le pieghe di una città distratta, per raccontare la storia di Massimo, un uomo a cui la strada ha tolto tutto tranne la dignità.

Scritto e diretto da Alessandro Gravano, questo spettacolo è una favola moderna che rompe il muro dell'indifferenza. Basta un gesto inaspettato – un invito a casa, un posto a tavola – per trasformare la disperazione in rinascita. Attraverso l'incontro tra Massimo e Gabriele, entriamo in una famiglia che non conosce pregiudizi, dove il calore umano diventa la cura più potente.

Un’anima nella terra di nessuno non è solo teatro: è un viaggio emotivo che ci sfida a riscoprire il valore dell'accoglienza. Una storia che scalda il cuore e ci ricorda che, a volte, per salvare una vita basta semplicemente tendere una mano.

La Storia: Un viaggio verso la luce

Il cuore della narrazione batte attorno al delicato percorso di rinascita di Massimo (interpretato da Lorenzo Pozzaglia). Uomo dal passato misterioso, segnato da un dolore che lo ha spinto ai margini della società, Massimo è inizialmente un animale ferito: diffidente, schivo, quasi spaventato dalla gentilezza gratuita che Gabriele (Alessandro Gravano) gli offre.

La casa di Gabriele diventa così il teatro di una lenta ma inesorabile trasformazione. Non è un percorso lineare, ma un sentiero accidentato fatto di resistenze, vergogna e della paura di non meritare una seconda occasione. A scardinare le difese di Massimo è la forza disarmante di una "famiglia elettiva": un nucleo rumoroso e accogliente dove spiccano figure archetipiche come il saggio Nonno, la premurosa Mamma Filomena e la solare Sofy.

Attraverso i loro occhi, Massimo abbassa le difese. Tra momenti di profonda commozione e sprazzi di necessaria leggerezza, la pièce dimostra come il calore umano sia una medicina più potente di qualsiasi sussidio. Il finale, aperto e luminoso, suggerisce che nessuno è mai veramente perso finché esiste qualcuno disposto ad ascoltare la sua storia.

La Visione Artistica

Nato nel 2020, alla vigilia di un momento storico che avrebbe cambiato per sempre la nostra percezione della distanza sociale, Clochard si rivela oggi un'opera quasi profetica sulla necessità del contatto umano.

La regia di Alessandro Gravano sceglie la via dell'immediatezza: un approccio "di pancia" che rifiuta gli intellettualismi per puntare dritto all'emotività dello spettatore. La verità cruda della vita di strada si alterna a una dimensione più onirica ed espressiva, grazie ai movimenti coreografici curati da Ajai Bisogni, che traducono in danza ciò che le parole non riescono a dire.

Sulla scena, il cast della Mosaick Production costruisce un'alchimia palpabile. Se Pozzaglia restituisce un Massimo dolente e misurato, Gravano (nel doppio ruolo di autore e interprete) incarna l'ottimismo della volontà. Clochard non è solo teatro di narrazione; è un invito gentile ma fermo a risvegliare l'empatia, ricordandoci che dietro ogni "invisibile" c'è un nome, una storia e un diritto alla felicità che nessuna sfortuna può cancellare.

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01
Intervista al regista (Flaminio Boni)
LEggi l'intervista
02
Presentazione dell'evento
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03
Scheda dello spettacolo
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Sezione video